domenica 30 settembre 2007

I manuali di Eupls: la contraccezione


Nota informativa: questo manuale rientra nella categoria "manuali di antropologia". Fine della nota informativa.

Capitolo uno, introduzione:
Da che l'uomo scoprì per la prima volta il suo sesso e la donna pensò "che delusione; a ben vedere le costole le ha tutte, mi sa che è stato privato d'altro...", i due poterono presto aversi a vedere che (delusione a parte) avevano trovato un buon passatempo con cui impegnare i loro momenti morti. Almeno finché qualcuno non inventerà la televisione ed il bar.
Sebbene da allora i momenti morti diventarono ben pochi (ed iniziarono a prendere il nome di periodi di refrattarietà), iniziarono i primi problemi tra la coppia. Per la precisione arrivavano a scadenza regolare all'incirca ogni nove mesi e la coppia prese a chiamarli bambini.
A dire il vero l'uomo all'inizio la pensava diversamente "questi arrivano di colpo da non si sa dove, entrano in casa mia e mangiano tutto quello che io vado a cacciare lasciandomi con una fame dell'animismo ed oltretutto non dicono nemmeno grazie; li chiamerò banditi".
Per fortuna all'epoca le donne non avevano mai il desiderio di una pelliccia (in quanto vestivano solo di quello) altrimenti l'uomo avrebbe avuto presto un esaurimento nervoso.

Capitolo due, perché farlo:
Rispondere al titolo di questo capitolo è cosa facile, e per farlo continuiamo la storia.
Dopo che una ventina di bambini iniziarono a correre e piangere costantemente nella caverna (siamo nella preistoria se non l'avete capito), la coppia iniziò ad accusare la pressione.
La donna non ce la faceva più a correre da una parte all'altra per star dietro a quelle bestiole urlanti, ed oltretutto dopo il sedicesimo figlio il suo fisico non era proprio più quello di un tempo.
Allo stesso modo l'uomo iniziava ogni giorno ad accampare scuse: "oggi non posso badare ai bambini, devo lavorare fino a tardi", "mi è arrivata la lettera... la patria mi chiama in guerra, devo andare", "amore, i bambini piangono, io vado ad impiccarmi, ci pensi tu?" e cose così.
A quel punto ai due era chiaro che avevano sbagliato tutto, e per non peggiorare la situazione avevano bisogno di qualche contraccettivo.
Recatisi dal ginecologo chiesero consigli riguardo alla contraccezione, e questi rispose: "avere venti figli è già un ottimo metodo contraccettivo, dovete crescerli ora e non avrete mai più tempi morti nella vostra giornata".
Lui venne trovato nel retro della sua grotta; si era lanciato un giavellotto alla tempia con il suo propulsore. Lei scappò con un motociclista appena uscita dal ginecologo e nessuno sentì mai più parlare di lei.
Dei venti bambini la maggior parte di questi venne affidata ad un circo che si trovava in zona e crebbe li diventando un affiatato gruppo di clown finché qualcuno non fece causa al circo e lo fece fallire. Un'altro divenne un tossicodipendente. Un altro ancora un avvocato che si vantava di aver fatto causa ad un circo facendolo fallire.

Capitolo tre, come farlo:
Esistono svariati metodi di contraccezione ed ora li andiamo a considerare un po' tutti.

- Il primo metodo da prendere in considerazione è il più semplice in assoluto: la bruttezza. Se avrete la fortuna di nascere brutti, o meglio che mai orribili, non avrete assolutamente bisogno di metodi contraccettivi. Di contro sentirete un incolmabile bisogno di un qualsiasi tipo di rapporto, ma non si può avere tutto.
Indicazioni: se non avete la fortuna di nascere brutti, seguite i nostri consigli: prendete una bottiglia di vetro, rompetela sul tavolo e trafiggetevi la guancia destra. Ripetere l'operazione con la guancia sinistra. Attenzione, usare solo bottiglie sterilizzate!
Controindicazioni: coloro che scelgono questo metodo contraccettivo spesso finiscono in analisi.

-Il secondo metodo è altrettanto economico quale il primo: evirazione/castrazione/infibulazione. Certo, forse qualcuno potrà obiettare che si tratta di metodi violenti, ma provateci voi a procreare così, è senza dubbio il metodo più efficace di contraccezione conosciuto dall'uomo.
Indicazioni per lui: entrate in cucina e prendete un affilato coltello, avvicinatelo alla base dell'escrescenza molesta e recidete con un colpo secco e preciso. Quando riprenderete i sensi (se li riprenderete) avrete risolto i vostri problemi con i bambini.
Se avete a disposizione dell'azoto liquido potrete anche usare la seconda modalità di evirazione: congelate la parte fastidiosa del vostro corpo e successivamente frantumatela con un maglio.
Indicazioni per lei: recatevi in un luogo qualunque dove vendano dei fili resistenti e aghi. Una volta forniti del materiale, unite le due componenti ed usate le vostre abilità nel ricamo. Sarà difficile arrivare alla fine ma stringete i denti.
Controindicazioni: praticare questa contraccezione, specie se non si è pratici, può provocare la morte (specie per lui). Inoltre sappiamo di tali che sono finiti in analisi.

-Il terzo contraccettivo che analizziamo è il metodo Ogino-Knaus.
Indicazioni: il metodo consiste all'incirca in questo "speriamo che ci va bene..."
Controindicazioni: se non amate le famiglie numerose questa contraccezione non fa per voi.

-Come quarto metodo abbastanza economico abbiamo il preservativo. Questo è forse il contraccettivo più usato.
Indicazioni: la contraccezione si svolge nel seguente modo
lui "ti do due botte?"
lei "hai il preservativo?"
lui "no"
lei semplicemente se ne va
Controindicazioni: visto che un preservativo ha il suo costo e voi ne sarete quasi sempre sprovvisti, tanto vale usare il metodo della bruttezza, costa meno. Se invece girate provvisti di preservativo verrete considerati degli illusi sessuomani.

-Quinto metodo contraccettivo per lei è la spirale ed un metodo molto poco economico.
Indicazioni: questa contraccezione consiste nel portarsi dietro un ipnotizzatore che nel momento del rapporto vi ipnotizzerà, facendo rotare una spirale (si chiama così per questo), e vi ripeterà "tu non rimarrai in cinta".
Controindicazioni: l'associazione ginecologi ha detto a riguardo "se vogliamo fare un paragone tanto meglio il metodo Ogino-Knaus".

-Sesto metodo di contraccezione, e parliamo ancora di lei, è il diaframma. Questo metodo consiste nel frapporre tra i gameti una barriera che li tenga il più lontano possibile.
Indicazioni: se dopo aver usato questo contraccettivo avrete un figlio troppo chiaro allora il diaframma era troppo aperto; se il bambino sarà nero allora il diaframma ero troppo chiuso; se nel bambino c'è qualcosa che non va ed avete l'impressione che si "veda troppo" allora vi siete sbagliati ed avete inserito il grandangolo.
Controindicazioni: non ce ne sono, al contrario sappiamo di chi, una volta inserito il diaframma, ha iniziato a cantare splendidamente.

-Settimo modo di contraccezione è la pillola. Il metodo descritto nella totalità è il seguente:
prima di un rapporto si somministra al partner della stricnina che lo seccherà all'istante.
Indicazioni: è bene non farsi vedere dal partner mentre ci si appresta a somministrare il veleno altrimenti lui o lei ne avranno a male.
Controindicazioni: può causare la morte.

-Al punto otto ci occupiamo di vasectomia e chiusura delle tube. Metodi simili, consistono nell'impedire ai gameti di venire a contatto e compiere il fattaccio tramite l'interruzione dei dotti di lui e di lei.
Indicazioni: se volete effettuare questa contraccezione senza l'aiuto di un chirurgo sarà difficile uscirne vivi.

-Il punto nove è in realtà una sotto categoria di contraccezione già citata in precedenza: la morte.
Questa pratica contraccettiva è molto facile da attuare, basta morire.
Indicazioni: morendo avrete la certezza matematica che mai più nulla uscirà dal vostro corpo per spargere il vostro seme in giro. Per lei invece non c'è certezza che qualcuno non provi ad accoppiarsi con voi anche dopo il trapasso, ma di certo non rimarrete incinte.
Controindicazioni: oltre a non poter procreare, la morte causa anche spiacevoli inconvenienti quali:
cattivo odore, putrefazione, impossibilità motoria, mutismo, sordità, cecità, sepoltura, ecc...

mercoledì 22 agosto 2007

Ave Cciss, morituri te salutant


Ormai siamo alla fine. Come incipit potrebbe apparire drammatico, ma in realtà è solo una constatazione. Ormai siamo alla fine dell'estate, ve ne potete accorgere dal fatto che la maggior parte di voi ha da poco ripreso a lavorare. Altri se ne potranno accorgere dal fatto che ormai cade la pioggia, milioni e milioni di gocce che si sbucciano le ginocchia.
Devo dire che quest'estate non è stata statica. Io da par mio me ne sono andato in Svezia a vedere se questo paese funziona per merito degli svedesi o par qualche altra ragione (ve ne parlai già) e la risposta che ho trovato è che funziona per merito degli svedesi. Oltretutto questo mi porta a pensare che se l'Italia non funziona è sempre colpa degli svedesi che notoriamente sono pochissimi da noi. Di contro posso dire che in Germania gli italiani non sono molto ben visti, specie da quando hanno deciso di festeggiare ferragosto in modi abbastanza discutibili che hanno portato i tedeschi a dire "gli italiani sono tutti mafiosi"; altri giurano di aver sentito i tedeschi dire "gli italiani sono tutti mafiosi, mettiamoli nei campi di concentramento. Heil mein Fuhrer!".
Apparte questi luoghi comuni ce ne sono stati altri che sono andati ben più per la maggiore durante quest'estate: le autostrade. La incontenibile voglia di divertimento, ha portato sottobraccio milioni di macchine ad incolonnarsi su questi luoghi di comune aggregazione coatta, come d'altronde succede ogni anno. Attualmente il MIT sta cercando di capire i reconditi processi che fanno in modo che le ferie vengano prese nello stesso periodo da almeno la metà della popolazione italiana. L'altra metà che resta ha casa ha detto: "vanno bene le ferie e le vacanze, però l'anno prossimo ce lo lasciate aperto almeno l'ospedale?"
Cosa assai strana, quest'anno c'è stata una vera impennata dell'alcolismo. Se non ci credete vuol dire che non avete sentito la televisione, e tantomeno siete stati a dare ascolto al ministero dedito alla viabilità. A sentire queste due fonti, sembrerebbe che almeno il doppio degli incidenti avvenuti quest'estate sono stati causati da autisti avvinazzati e camionisti ebbri. L'associazione scuolaguida italiana ha dichiarato: "certo che l'alcol è un grave problema; ora scusateci ma dobbiamo regalare un po' di patenti". Così anche dalla motorizzazione civile hanno detto la loro: "alle prime dieci telefonate regaleremo venti patenti ed una batteria di pentole, correte al telefono!".
Per l'anno prossimo sono previsti nuovi inasprimenti legislativi per gli automobilisti: chi guiderà dopo aver bevuto un Campari sarà bendato e giustiziato con un singolo colpo di pistola in fronte; ciononostante gli Autogrill saranno obbligati a tenere in magazzino il doppio delle normali scorte di alcolici, e novità più importante, ogni automobilista dovrà tenere delle piccole bottigline di grappa a portata di mano nel veicolo.
Ma gli scampati all'autostrada hanno potuto godersi le loro vacanze sulle spiagge abusive riarse dalle fiamme, dove al tramonto si possono ammirare le orde dei clandestini che sbarcano ad ogni piè sospinto. Dai ministeri hanno fatto sapere che se un clandestino sbarca sotto i fumi dell'alcol, per lui sono cazzi amari.
Chi invece ha deciso di andare sulle spiagge straniere per farla in barba a Briatore, avrà avuto la fortuna di godersi in prima persona un uragano di quelli buoni. Al contrario Briatore è rimasto tranquillo in Sardegna senza uragani, ma con molta fica.
Ora ai ministeri non sanno più che pesci prendere per non far morire la gente in vacanza, così si sta già pensando di rendere illegali le ferie estive e soprattutto il ferragosto. La gente sarà libera di morire a casa propria. Il tutto rientra nella logica "reprimere è meglio che educare".
Così tutto questo mi fa ripensare alla Svezia, che forse è per merito degli svedesi che funziona bene, ma messa così suona così simile al razzismo...

lunedì 6 agosto 2007

Un gommone che si chiama desiderio


Partiamo da un assunto: io me ne vado in Svezia. Posso ben immaginare quanto questo a voi interessi, ma se devo dirla tutta, a me andare li non può far altro che piacere. Se non siete d'accordo potrei anche aggiungere un'ultima cosa: alla faccia vostra.
A questo punto potrei anche finire il post qui, qualche informazione ve l'ho data, sapete dove vado in vacanza e potete anche immaginare che questo blog per un indeterminato periodo di tempo sarà in balia del destino (*appello privato* tranne se Drum Brum decida mai di postare qualche sua vignetta *appello privato*). Ma soggiungo infine, che di tali facezie voi possiate farne a meno e che quindi a me tocca parlare di qualcosa di interessante ed addurre alcune (seppur stringate) argomentazioni.
Quindi do un limite al mio errabondo favellare e pongo fine a quest'incipit che sfugge ad ogni decenza di sintesi.
In Svezia ci vado in aereo. Sia chiaro, non il mio, ma della Ryan Air (che costa poco e ci sono buone possibilità che mi porti a destinazione senza farmi provare l'ebrezza del precipitare nel vuoto). Vi voglio anche informare che i preparativi del viaggio sono stati cosa semplice in quanto sia io che la Svezia siamo nell'UE, e per questo la burocrazia mi sorride facilitandomi non poco nel mio spostamento.
Poi c'è un altro punto di non poca importanza in questo viaggio; ovvero io vado in un paese civile. Le alte sfere del transatlantico, sono stati anni a dirmi che la Svezia è un paese civile e che si deve prendere esempio da loro. Al che io vado a controllare (per chi voglia un resoconto di civiltà mi faccia sapere e riporterò con me in Italia la relativa documentazione).
Ma la Svezia non è l'unico paese civile al mondo. Nossignore, c'è anche l'Australia. Il fatto che l'Australia riesca ad essere civile senza possedere un significativo numero di svedesi per me resta un mistero insolubile (se insolubile in acqua è detto: mistero apolare). Se volete sapere perché l'Australia è un paese civile dovete (una volta finito di leggere il post ed esservi complimentati con il sottoscritto, sia chiaro) spegnere il computer, scendere in strada ed andare tra la gente. Magari fate una capatina al bar in piazza (mettetevi fuori e prendete una bionda bella fresca, che d'estate si usa così) e state li ad ascoltare quello che dice la ggente.
Va bene, non vi va, allora ve lo dico io. La ggente dice che l'Australia è civile perché ha rigide norme sull'immigrazione. In pratica succede che se un nutrito gruppo di disperati non organizza un D-Day, sarà impossibilitato ad addentrarsi nelle acque territoriali dell'isolona australe. Più facile sarà che il barcone dei disperati di prima coli a picco in mezzo al mare. E sarà bene che quella barca sia davvero piena di stronzi, così che possano galleggiare senza troppo sforzo e magari salvarsi la vita (o gonfiarsi d'acqua come delle zampogne, dipende dall'igroscopicità dell'individuo). Se con dei subdoli artifizi costoro riescono a toccare riva, allora verranno internati in strutture di isolamento dalle quali non potranno uscire nemmeno per fare un po' di shopping.
Una bella scuola di civiltà, non c'è che dire.
In Italia invece (che qua ci vogliamo tutti bene), sebbene le leggi vietino di fare gite di gruppo tra l'Africa e la Sicilia, è un continuo vai vai (via non ci vanno) di clandestini.
A questo punto mi tornano in mente alcuni dei "grandi traguardi dell'umanità". Oltre al fatto che siamo andati sulla luna (ci sono stati un ciclista americano, un famoso trombettista di colore ed altri astronauti), spendendo ingenti somme di denaro, abbiamo raggiunto anche un'ottima conquista, che non ci è costata solo soldi, ma anche miliardi di vite umane. Siamo dovuti passare per la seconda guerra mondiale, con i soldati ammazzati e le persone gasate (nei campi di sterminio, non nel senso che erano eccitate e contente), ma alla fine siamo riusciti a creare l'ONU. Ora sono passati anni ed anni, ed abbiamo potuto tutti constatare che l'ONU non serve ad un fico secco. Forse l'unica sua utilità è vantarsi la presidenza di turno (dimostrando che uno spirito comunitario non si è mai creato).
Con questo voglio dire che stiamo ancora eludendo il problema. Ci scanniamo sull'utilità dei centri di permanenza temporanea, e ne decantiamo la disumanità, creiamo degli allegri slogan da cantare allo stadio o in parlamento (a scelta dell'interessato), mandiamo Caruso a dormire nei CPT togliendo a Dalla una dei suoi maggiori successi, ma un vero passo verso i trattati internazionali non si muove.
Pochi giorni fa sentivo che la mia Regione, così come le vostre tutte, hanno dovuto sborsare una certa somma di denaro da mandare all'estero per finanziare dei corsi che i futuri immigrati possono fare a casa loro per poi venire qui preparati linguisticamente e professionalmente, il che vuol dire non emarginarsi, o al limite emarginarsi di meno. Se non altro non dovranno venire in contatto con Caruso, a meno che loro non lo vogliano di loro sponte.
Nel frattempo continuiamo ad esportare armi e democrazia, così nei paesi importatori potranno spararsi democraticamente e non avranno tempo per pensare a chi, forte di un vetusto natante, mena gente dall'una all'altra sponda. Come un Caronte, li leva da una valle di lacrime per portarli in un inferno di incomprensioni (e peggio che mai c'è Caruso).
Forse sono io che non capisco, e magari questa gente fa comodo per foraggiare l'eterna battaglia politica, e per far continuare me a scrivere corbellerie.

lunedì 30 luglio 2007

S'i fosse foca, arderei 'l mondo


Salve, come prima cosa ci tenevo a presentarmi: io sono una foca, ma non una di quelle normali che vivono tra i ghiacci in balia degli orsi polari e del DDT. Io sono una foca più fortunata, sono una foca da appartamento. Sapete come sono le mode; fino a qualche tempo fa era figo avere i pitoni d'appartamento, gli iguana da appartamento e d'estate i topi da appartamento. I miei padroni invece volevano distinguersi, così decisero di prendere me, una foca da appartamento appunto, e dare quel tocco estroso alla loro vita.
Mi vennero a prendere in Canada, me lo ricordo ancora. Io all'epoca ero solo un cucciolo, ed ero stato catturato da un cacciatore di foche per divenire il passatempo del suo figliolo. Un giorno nella baracca dell'uomo arrivò una giovane coppia che distratto il cacciatore prese a dare bastonate sul capo del mio padroncino (per non rovinargli quello splendido giubbino bianco della Colmar che indossava) dopodiché mi portarono via con loro, in Italia.
Ora voi capirete che per me vivere in Italia è dura, troppe differenze con il Canada. Sorvolando sulla mancanza di tagliaboschi corredati di camicia di flanella, quello che più mi manca del Canada è il freddo. Non fraintendetemi, in Italia c'è un bel clima, è una zona a temperatura temperata (che non è un freddo pungente), ma cercate di capirmi, io sono una foca, e di solito quelli della mia specie, in vita loro vedono solo il ghiaccio. Insomma, per quest'inconveniente mi trovo costretta a vivere costantemente in casa, in una stanzetta più fresca delle altre; non esco mai, mi hanno trasformato in una foca monaca anche se io sono di tutt'altra specie.
Ora però voglio parlarvi di quello che più mi preoccupa. E' un po' di tempo che i padroni iniziano a parlare delle ferie, che vogliono andare a casa e "dovecavololalasciamounafoca". Per esempio l'altro giorno sono venuti tutti affettuosi dicendomi qualcosa circa il New Jersey; io però non credo si riferissero allo stato americano... Sempre con la stessa precisa cadenza, discutono di autostrade e di lacci. Insomma, io da foca quale sono, ho pensato che vogliono abbandonarmi in autostrada. La cosa non mi dispiacerebbe poi molto, sarebbe un'occasione per cacciare il muso fuori di casa (senza doverci far roteare una palla). Quello che mi preoccupa è che in autostrada fa caldo e non ci sono pesci da mangiare. Io, se solo potessi farmi intendere, proporrei una vacanza in Canada, così che loro possano lasciarmi n'copp u pack int all'acqua.
Ma poi, cosa dovete mai farci con una foca d'appartamento? Magari non vado in giro a mordere bambini quando meno ve l'aspettate, non abbaio, non vi lascio peli ovunque, non sbavo, non...
Ora che ci penso, se proprio volete un animale, accontentatevi di voi stessi.

venerdì 20 luglio 2007

G8 di piombo


Parlare male dell'organizzazione del G8 di Genova sarebbe un po' come sparare sulla croce rossa (ovvero un G8 di Genova). Il G8 a Genova non s'aveva da fare. Pensate a tutto quello che è successo, credete sia il baratro di ogni umana decenza? Dite che si è toccato il fondo?
La verità è un'altra. C'è qualcosa di misterioso attorno a quei comportamenti che nemmeno la magistratura più pilotata riuscirà a nascondere, per il semplice fatto che nessuno sospetta di questo. E' un qualcosa questo, così etereo da competere con il mistero: a cose serve un blog?
Diciamocela tutta, Genova porta sfiga. Non dite che non è così, le avvisaglie le avevamo già avute. A Genova presero il via gli avvenimenti che portarono agli anni di piombo. Se non è sfiga questa.
A quei tempi Almirante decise che avrebbe tenuto un comizio nel capoluogo ligure. Si sapeva già come sarebbe andata la cosa, tant'è che la maggior parte delle persone che ci teneva a riportare le cosce a casa, al comizio non c'era andata.Dopo che Almirante iniziò ad orare, iniziarono i tafferugli, fascisti contro comunisti, comunisti contro fascisti, polizia nel panico e tale Venturini colpito alla testa da una bottiglia (che lo portò alla morte). A Genova stavano dando il via ai comizi al pesto.
A vederla meglio, si parla anche di persone con i caschi, con le spranghe, volti coperti ed altri sanguinanti, persone ammaccate... se ci fossero state delle lanterne ricavate da zucche si sarebbe potuto pensare ad halloween. Invece erano scontri di piazza.
Da allora si iniziò ad abituarsi all'idea, e i comizi al pesto si fecero sempre più frequenti così come i Venturini.
Così all'epoca successe una cosa a dir poco curiosa se vista dai giorni nostri: la destra, quella dei fascisti, aveva tutti contro. Aveva contro per prime le istituzioni. Non passavano un morto senza che in parlamento qualche missino non chiedesse spiegazioni riguardo alle indagini non svolte. Dall'altra sponda, tutti gli avversari dipingevano i (ragazzi) morti come degli agitatori che si erano meritati quello che gli spettava. Così la polizia lasciava parecchi morti in ogni manifestazione al pesto, e nessuno se ne curava. Gli unici a farsene cruccio (e soprattutto offesa) erano i missini.
Poi a Genova, parecchio tempo dopo questi fatti, si svolse il G8. Si sono viste persone con i caschi, con le spranghe, volti coperti ed altri sanguinanti, persone ammaccate... se ci fossero state delle lanterne ricavate da zucche si sarebbe potuto pensare ad halloween. Invece era guerriglia urbana. La situazione è pressoché identica a quello che accadeva nello stivale all'incirca trenta anni fa. Solo che adesso il morto è di sinistra. Quindi se il passato è buono sulla pasta, allora se lo possono mangiare (e quando la frase, in questo contesto, diventa impersonale sappiamo tutti di chi si parla) e farlo sparire. Si possono dimenticare tutti di quello che è stato, di quando le ingiustizie le pagavano le famiglie dei morti dell'altra parte. Ci si può dimenticare di tutto quello detto all'epoca. Ci si può dimenticare che oltre a dei criminali, si ha a che fare con un morto. E magari farlo diventare un criminale quel morto, che ha avuto quello che si meritava.
Anche questo è già successo. Trent'anni fa è successo ai fascisti. Tra i tanti criminali ci sono stati anche (e soprattutto), tanti ragazzi morti "per la maglia", magari perchè a quell'ora erano ancora dentro la sezione dell'Msi. Ma i morti sono morti, hanno sempre il loro peso (un peso morto, scusate la battuta). Allora come sbarazzarsi di questo peso? Semplice, "era un criminale" ed è fatta.
Così anche Giuliani era un criminale e ha avuto quello che si meritava.
Forse almeno sui morti si potrebbero mettere da parte le divisioni politiche. Forse Fini potrebbe ricordarsi che alla Daniela tesero un agguato e che tutte le istituzioni fecero spallucce.
Dovrebbero ricordarsi di tante cose. Dovrebbero ricordarsi che esiste una coscienza e se si vuole anche una giustizia.

Nota: nella foto c'è Stefano Recchioni, missino ucciso dai Carabinieri vicino la sede di Acca Larentia.