mercoledì 21 novembre 2007

Come sono diventato tracciatore su rete


Almeno stando a quello che dice Wikipedia, la traduzione di blogger dovrebbe essere all'incirca quella che ho scritto nel titolo. In pratica attraverso questa rubrica io lascio una mia traccia in rete, come una lumaca. Quindi sono anche chiari il come ed il perché questa rubrica va a rilento. Che vi aspettate da una lumaca, oltretutto pigra?
Questo che state leggendo è il secondo meme che vado a scrivere lanciatomi da Venerable Bidet. In realtà il meme si dovrebbe chiamare Come sono diventato blogger, ma io nella mia infinita boria mi sono visto costretto a modificare il titolo. Tant'è, lo dico per rispetto di forma (quella stilistica, non il parmigiano).
Ma veniamo subito alle domande che il meme mi pone e quindi salto i preamboli che vi ripresenterò poi nel finale sottoforma di postamboli. Tutto questo senza nemmeno sapere cosa vuol dire amboli e soprattutto senza sapere se abbia davvero un significato o sia soltanto una parola vuota come soubrette o politica.

Chi o cosa ti ha spinto a creare un blog?
Con il carattere che mi ritrovo, se qualcuno mi avesse spinto a fare un blog probabilmente ora sarei a fare qualcosa di più utile. Anche voi che mi state leggendo probabilmente sareste a fare qualcosa di più utile. Per esempio leggere un altro blog. In parole povere non l'avrei mai aperto.
In realtà quello che mi ha spinto a creare un blog è stato il desiderio di successo. Interessandomi non poco della vivace vita culturale del nostro stivalone non ho potuto fare a meno di notare che la strada del successo ormai passa per la rete. Pensate che addirittura i blogger Mastella e Di Pietro sono riusciti a diventare ministri.
Però c'è anche un altro trascurabile motivo: il blog è stato un modo come un altro per vergare (in questo caso digitare) boiate che fino a qualche tempo fa divulgavo solo a voce.
Ora come ora sento un po' la nostalgia dell'eloquio, quindi probabilmente tra qualche mese me ne andrò a passare un periodo nello speaker's corner di britannica tradizione.

Il tuo primo post?
Semplicemente la mia biografia, dato che mi sembrava d'uopo presentarmi e farlo con un semplice salve mi sembrava riduttivo. Non scrivo post a salve. Le sparo grosse.

Il post di cui ti vergogni di più?
A dire la verità ce ne sono tanti. Anzi, conoscendomi potrei dire tutti. Essere soddisfatti è una dote rara. Dal momento che non devo sposarmi io la dote non ce l'ho.

Il post di cui sei più fiero?
Questa credo di saperla. In realtà sono due.
Il primo è stato "Devo conformarmi al conformismo" che mi valse una pubblicazione su carta stampata. Il secondo è "G8 di piombo" che altresì ebbe il suo successo e girò parecchio in rete.
Però ad essere obiettivi non si tratta di andarne fieri, è solo la boria di cui parlavo prima.

Veniamo ora ai postamboli. Questo meme sarebbe da indirizzare a piccoli blogger (a conduzione familiare) meritevoli della vostra attenzione e che io ritengo degni di essere letti. C'è solo un ostacolo a questo: io leggo pochissimi blog (ma proprio pochi pochi, tipo due o tre contati). Tra questi blog uno è famoso, l'altro è più famoso ed il terzo ha già ricevuto il meme da altri lidi.
In ogni caso io il terzo ve lo segnalo lo stesso. Si tratta del blog di Matteo, che al contrario di me, spesso scrive qualcosa di utile, ovvero ci informa (tramite la stampa russa) delle torbide vicende del Cremlino, al contrario di alcuni giornalisti scaldapoltrona che aspirano a pubblicare una foto della Franzoni in lacrime. Fateci un salto.

venerdì 16 novembre 2007

Il buono, il brutto e il bambino



Nel mio vernacolo, quando una donna partorisce si dice che sgrava. Tenendo conto che sgravare vuol dire letteralmente "liberarsi di un peso", quasi quasi mi verrebbe da dire: è una stronzata!
Il tutto è già dall'inizio una bella fregatura; per una volta in cui si trova un essere dalle sembianze vagamente umanoidi disposto a concedersi: il farmacista chiude, il domopak è finito, di fare un nodo non se ne parla proprio (e che vuoi annodare con quel poco) quindi pur di non perdere l'occasione si è disposti all'accoppiamento anche a costo di riprodursi. Ed il brutto che dopo non si può nemmeno denunciare il farmacista, altrimenti chi se li sente i sindacati.
Una volta che è nato il bambino però il bello deve ancora arrivare. Come lo mettono esposto nella vetrina di neonatologia ecco che un gruppo di parenti mai visti prima si precipita a guardare l'infante

-"guardalo com'è carino, tutto pelato"
-"si si, e poi hai visto com'è piccolo?"

Ora vi sembrerà chiaro che il bambino, pur essendo il ritratto sputato di Berluconi viene vezzeggiato da tutti, mentre al Berlusconi originale non gli vuole bene nessuno. E' una gran bella ingiustizia e siamo solo all'inizio.
Dopo i primi periodi passati a comportarsi come un tossico (mangiare, dormire, rimanere fermo a letto e toccarsi la faccia) ecco che il bambino mette il primo dentino ed è subito una gran festa.
"Ha messo il primo dentino!" dicono tutti i parenti che gli portano i giochi da masticare per sviluppare a pieno la sua dentizione. Come ad un cane. Di contro i genitori che di denti ne sono riusciti a mettere ben trentadue, non si meritano nemmeno una pacca sulla spalla. Eppure con i denti del giudizio non è un lavoro facile. Ma loro sono contenti così, guardano la loro creatura e pensano "l'abbiamo fatto noi e ora caccia anche i denti, siamo il meglio che c'è" mentre usano la loro dentizione per sfoggiare un sorriso ebete.
Se guardate bene, in questa scena di giubilo per l'ex edentulo, in un angolo c'è il nonno che non solo di denti una volta ne aveva trentadue ma è persino riuscito a perderli tutti e a sostituirli con una copia in resina (che puntualmente perde) e che per premio viene ignorato da tutti.

Passano i secoli, passano i millenni, passano gli uomini che si alternano ai governi. Passa la palla che il gioco è bello in tanti, ma quello che non passa è l'arroganza dei poppanti che ora hanno imparato a barcollare sulle loro gambine tozze. Quale migliore occasione per sfoggiare questo uomo in miniatura che imita un ubriaco?

-lei, con un filo di bava alla bocca: "amore, invita i parenti che io vado a vestire il pupo"
-lui, in estasi: "siii......"

Ed ecco che i parenti in circolo osservano quell'individuo traballante spostarsi tra di loro reggendosi ora ad un divano, ora ad un muro. Se solo il bambino iniziasse a dire "aoh, scusa se te disturbo, che c'hai n'euro?" il quadro sarebbe completo. Un Baldini potrebbe obiettare che lui ha vinto la maratona e che ora quasi nessuno si ricorda più di lui. Ma che si fotta Baldini, non può reggere il confronto con un poppante, anche se questo non fa nulla di così speciale. Tantomeno può reggere il paragone con Fiorello.

Dopo qualche tempo ecco che ci risiamo, il bambino impara a balbettare qualcosa di vagamente sensato apparendo sempre più simile ad un tossico o ad un ubriaco. Invece di mandarlo in un istituto di recupero i genitori, tronfi di non si sa cosa, convocano i parenti in pompa magna.

-lei: "amore, chi sono io?"
-bimbo: "pap-pa"
-lei: "dai amore, fai sentire alla zia, chi sono io?"
-bimbo: "pap-pa!"
-lei: "su, fai vedere come sai parlare... di m-a-m-m-a..."
-bimbo: "pa*starnuto*-pa"
-lui: "avete sentito? ha detto papà!"
-lei: "giammai! voglio il divorzio!"
-bimbo: "pap-pa!!!"
-lei: "zitto specie di tossico di merda!"

Come ogni essere parassita che si rispetti, il piccolo frugoletto sugge dai suoi genitori tutto quello che gli serve e diventa un ometto. Crescendo crescendo arriva a compiere i suoi primi dieci anni e davanti la sua torta tutti gli diranno "dai, esprimi un desiderio!" e lui non se lo farà ripetere

-il giovane ometto: "uomo, tu lavorerai con gran sudore; e tu donna, visto che hai già partorito, lavorerai con gran sudore anche tu che qua mi servono soldi"
-lei: "preferivo partorire con gran dolore"
-il giovane ometto: "se poi li vendi si può pure fare..."

Passate in modo abbastanza indolore le elementari, la creatura approda alle scuole medie (chiamate così perchè notoriamente mediocri) dove iniziano i dolori.

-prepubescente: "a mà, me devi ccattà il diario di spasgherl" (è raccapricciante vedere come nel 2007 posso ritrovare gli stessi feticci della mia prepubescenza n.d.N)
-lei: "ti serve proprio?"
-prepubescente: "e come no, Alderico ne ha addirittura due!"
-lei: "ok, comunque si dice spice girls, devi imparare l'inglese, serve"
-prepubescente: "forza vecchia, muovi quelle ossa!"

...

-prepubescente: "a mà, me devi ccattà a pleistescion cinque"
-lei: "ti serve proprio?"
-prepubescente: "e come no, Alderico a casa ne ha una dodicina"
-lei: "ok, comunque si dice dozzina, devi imparare l'italiano, serve"
-prepubescente: "si vabbè, accendi sto schifo di macchina e sgomma"

...

-prepubescente: "a mà, me devi ccattà l'album delle figurine co e donne nude"
-lei: "ti serve proprio?"
-prepubescente: "tra poco divento pubescioso, dovrò anche passare il tempo in qualche modo, no? e poi Alderico ce l'ha già"
-lei: "si dice pubescente e poi..."
-prepubescente: "eccheppalle! Me piglio i soldi e faccio io va, cià"
-lei: "chi ti insegna questi modi e queste parole? Dovrebbero insegnarti un pò d'educazione in quella scuola! E ora dove corri?... Torna presto... se ti va..."

...

-lei: "pronto, parlo con il padre di Alderico?"
-papà di Alderico: "eh"
-lei: "senta, ma perchè lei compra tutte queste cose a suo figlio che poi il mio mi fa una testa tanto finchè non le compro anche a lui?"
-papà di Alderico: "perchè lavoro troppo, mi piace uscire, quindi sto sempre fuori casa, mio figlio non lo vedo mai e mi sento in colpa"
-lei: "ah..."
-papà di alderico: *tlack* tu-tu-tu-tu-tu.....

Così facendo il prepubescente diverrà un pubescente. Magari alla soglia della sua maggiore età (che dicono essere sintomo di maturità) potrebbe succedere qualcosa e finirà che si casca tutti dalle nuvole e si finisce per credere che "I nostri ragazzi ci sfuggono, vivono in un mondo inaccessibile sul quale non abbiamo potere".

sabato 10 novembre 2007

..ah l'amour..



Il Saggio disse:


Beata la mia prima donna
che mi ha preso
ancora vergine

Beato il sesso libero
se entro un certo margine..

[RinoGaetano - LeBeatitudini]

giovedì 25 ottobre 2007

I manuali di Eupls: come guardare la televisione



Nota informativa: questo manuale rientra nella categoria "manuali di pratica quotidiana". Fine della nota informativa.

Capitolo uno, introduzione:
Dal momento in cui Edison ebbe l'idea fulminante di fulminare elefanti, l'elettricità ha continuato nel tempo a fare si suoi danni fino a giungere nella nostra contemporaneità. Incrociato sulla sua strada tale John Logie Baird, l'elettricità si sposò con questi e la coppia generò la televisione: uno degli ultimi danni di cui siamo a conoscenza.
La televisione (da questo momento sarà solo TV, che io sono pigro) nasce con tutti i presupposti per cadere nell'oblio. Le prime trasmissioni erano una specie di ombre cinesi, solo che più brutte. Inoltre pensate che il povero Baird è l'unico britannico col nome lungo a non essere Sir. Questo ci dovrebbe bastare come dimostrazione che la TV a quei tempi era molto poco considerata.
Se il Baird non Sir se la fosse presa in saccoccia e non avesse continuato il suo lavoro, noi oggi non avremmo: Pippo Baudo, il Gabibbo,
la Carrà, i Pokemon, Mazzocchi ed ex presidenti del consiglio con manie di protagonismo ed eloquio impulsivo.

Capitolo due, perché farlo:
Guardare la TV non è solo un passatempo, ma è soprattutto un dovere. E' ad esempio è il modo più rapido e coinvolgente per informarsi riguardo le ultime releases delle Cognegarlascovattelappesca varie.
Potete inoltre sapere cosa c'è in offerta al supermercato sotto casa senza nemmeno dover scendere al supermercato o al limite nell'androne del palazzo a prendere il dépliant delle offerte.
Con la TV siete sempre informati riguardo a quella tre quarti di manzo carica di feromoni (una qualunque) ed i suoi partners. E stare dietro a roba simile non è facile.
Altra funzione è accendere la TV e piantarci davanti i vostri ragazzini per quasi un intera giornata, avendo come unico compito quello di nutrirli, pisciarli e cacarli; e mentre sono li, ogni tanto dategli anche qualche ceffone, sennò con tutta la TV che guardano crescono come capre e poi finiscono ad Uomini e Donne. Peggio ancora potrebbero iniziare a mangiarvi il divano.

Come se non bastasse, accendendo la TV e cercando il giusto programma potete anche imparare a cucinare, o al limite trovare un ottima scusa per sporcare la cucina senza un vero fine ultimo dal momento che l'ultima volta che avete usato una padella era quando non trovavate il martello. Lo avevate usato per rompere le noci e lo avete distrattamente buttato via con i gusci. Lo schiaccianoci si era rotto quando lo avete usato per stapparvi una birra. Insomma, dovreste proprio imparare a vivere in casa, ma ci penseremo poi.
Per finire la carrellata, la TV è utile anche per avere notizie di parte di tutto quel mondo che freme per farvi sapere cosa accade su di lui e che voi vi intestardite ad ignorare per seguire Un posto al sole. Non si fa così, il mondo vuol'essere capito e la TV vuole essere vista tutta, altrimenti possiamo anche buttare a mare i palinsesti e tornare ad un singolo canale. Ma perché questo non accada da oggi c'è questo manuale.

Capitolo tre, come farlo:

-Primo passo per diventare un buon usufruitore di TV è quello di stilare un orario con i programmi che assolutamente non potete perdere.
Oltre alle banali rubriche di cucina, cinema, spettacolo ed altre oscenità varie voi focalizzerete la vostra attenzione sui programmi di approfondimento amatoriale. Questi indispensabili show vi forniranno con puntualità, qualsivoglia opinione su qualsiasi argomento inerente la società e l'inciviltà di cui vi è pregna. Se non sapete distinguerli da una pubblicità o da una puntata di Uomini e Donne, la cosa è semplice. Il fattore che vi permetterà questo discernimento sono gli opinionisti. Di solito per vestire i panni dei saccenti, vengono chiamati personaggi dello spettacolo che hanno già appeso il sorriso al chiodo e a volte l'hanno anche sostituito con una pratica dentiera. Se queste persone inizieranno a raccontare di tutto, mettendosi in ridicolo e dando opinioni opinabili, allora state guardando il programma che ci interessa.
Di solito il jolly di questi programmi è lo psicologo/criminologo, se facendo zapping ne incontrate uno non cambiate canale!
L'utilità di queste trasmissioni è quella di informarvi su quello che pensa la gente per poi comportarvi di conseguenza, condiscendendola.

-Come seconda regola ricordatevi di non rifuggire giammai i programmi di vero approfondimento ed i TG in generale.
Saranno questi programmi, appunto, che forgeranno il vostro civismo e le vostre più alte opinioni sul popolaccio che vi circonda.
Particolare attenzione dovrete dedicare ai programmi di approfondimento politico. Tuttavia se proprio non siete predisposti a seguire questi snervanti dibattiti, vi forniamo un pratico resoconto dei programmi in questione. Guardandoli vi accorgerete che:
1. Prodi non è altro che un ladro incompetente e che quelli di destra nell'ultima puntata glie ne hanno dette quattro, facendo inoltre una splendida figura;
2. Berlusconi non è altro che un ladro incompetente e che quelli di sinistra nell'ultima puntata glie ne hanno dette quattro, facendo inoltre una splendida figura.
Tenete da conto queste due pratiche frasi e sarete liberi di forgiare il vostro credo politico senza perdere tempo ad ascoltare il primo Floris che passa o al limite (se proprio non trovate di meglio) un Emilio Fede.

-Terzo programma importantissimo per il teledipendente intelligente è il varietà.
Il varietà è un tipo di intrattenimento particolarmente radicato nella cultura italiana. Pensate che è così importante che persino Paolo Conte glie ne dedicò canzone.
Riconoscere il varietà è facile: è quel programma dove ci sono Pippo Baudo e Mike Bongiorno. Se al limite non ci sono loro, troverete altri presentatori più giovani, ma sempre dalle dubbie qualità.
Per fare bella figura, il teledipendente intelligente dovrà sempre commentare il varietà con questa esatta frase "si vabbè, ma sempre le stesse cose...". Il più audace potrà anche aggiungere un laconico "che palle", ma poi se ne dovrà accollare le conseguenze.

-In questo quarto punto dedicheremo un di attenzione alla pubblicità.
La pubblicità non è così pesante come voi potete pensare. Se volete essere veramente dei buoni usufruitori di TV dovrete guardarla, vi piaccia o no.
Il segreto della pubblicità è essenzialmente uno. Ogni tanto potrà capitare di vedere una pubblicità che farà parlare chiunque, e voi potreste essere i primi a vederla per poi fare i fighi con gli amici.
Per riconoscere tali pubblicità esistono due modi:
1. se vedete uno scoiattolo che si libera violentemente di gas intestinali dopo aver masticato un chewing gum, allora voi andrete dai vostri amici e lo direte, dal momento che cose così fanno affascinare le genti per mesi interi;
2. se vedete invece qualche pubblicità creata da uno studio di un architetto famoso che ha disegnato anche il progetto di Andy Warhol, voi andrete a dire a tutti che questa pubblicità è geniale.

- Come quinto ed ultimo punto ci occupiamo dei supporti tecnologici.
Prese queste rudimentali (ma badate fondamentali) basi, ora siete dei principianti usufruitori di televisione sulla buona strada verso la totale padronanza del mezzo.
Quello che vi manca adesso per uscire dalla vostra mediocrità è un supporto adeguato sul quale perorare la vostra attività visiva.
Se avete solo un 14" della Mivar allora buttate via tutto. Non vorrete mica fare la figura del pezzente, vero?
Se non avete sostanziosi fondi vendete pure la vostra auto, o, per i fortunati che possono disporre di questa miniera d'oro deambulante, vendete uno dei vostri bambini. Così facendo potreste finalmente entrare nel fantastico mondo del widescreen dolby surround. Ma soprattutto per loro che hanno venduto i figli per procurarsi il denaro, si apre la strada più luminosa: sarete su tutti i TG del mondo e tutti conosceranno il vostro nome.
Se siete particolarmente abili e saprete sfruttare la situazione fortunata, per voi si apriranno le fatidiche porte di Vespa.

venerdì 19 ottobre 2007

Comunicazzone


In questi giorni stanno succedendo cose importanti.
Ad esempio Watson ha detto che i neri sono più scemi dei bianchi. Certo che vedendo Michael Jackson potrei dargli anche ragione. Non si capisce però come mai più diventa bianco è più diventa scemo. Dai e dai, a forza di candeggio Jackson ha finito per diventare trasparente ed oggi nessuno ne parla più. Potere dei media.
Poi è successo che la Cina se l'è presa con Bush perchè parla con il Dalai Lama. Dal governo cinese hanno detto "quello è scemo, parla con un lama e voi gli date pure retta? Ora scusatemi ma devo esportare un di cultura cinese nel TAR, poi devo organizzare le olimpiadi... qua non si finisce mai. Brutta vita quella del filantropo".
Oltre questo il governo ha deciso di dimostrare che il principio delle reazioni allergiche non avviene solo nella fisiologia umana ma anche in sistemi più complessi (come un governo appunto) ed ha organizzato una nuova manifestazione contro se stesso. Gli organizzatori hanno fatto sapere "non vogliamo i ministri tra noi, altrimenti se il governo scende in piazza, noi contro chi caspita manifestiamo? Contro nessuno?" dal governo hanno buttato la una proposta "se volete ci lasciamo un fattorino a Montecitorio e poi manifestiamo tutti contro quello, vi va?" ma non c'è stato nulla da fare. Comunque bisogna capirli, quando uno si abitua ai no senza se e senza ma, poi è difficile accollarsi delle responsabilità. Per la cronaca, Turigliatto è stato allontanato con una scusa: "senti Turiglià, ci abbiamo certi lavoratori in un paese dittatoriale del quinto mondo che gli hanno tolto il sindacato e lo sconto aziendale sulle tendine di broccato; ci vuoi mica pensare tu? Vai li, ti stai un giorno, due, tre anni e vedi un che si può fare, dai".
Infine parliamo di un ultima cosa, il disegno di legge che sta facendo tremare tutta la popolazione del web. Gli avatar sono tutti sfocati.
Questo disegno di legge tratta dell'editoria e si pone l'obbiettivo di riformarla e di renderla più vicina all'editoria che abbiamo sempre conosciuto. Solo che più controllata.
Ma lo scalpore che suscita questa creazione governativa si trova tutto in una piccola parte della legge, parte che pone la sola vera novità nel rutilante mondo dell'editoria (un mondo in cui ci si cala le brache alla velocità della luce). Ovvero questa novità consta nel fatto che nel lemma in questione ora rientrano praticamente tutti gli scritti proposti al pubblico. Anche "ciao, sono Luana e mi piace fare sesso 333/3333333" nel cesso dell'Autogrill. Quindi anche i blog. Ma non solo i blog seri: quelli che parlano di politica, economia, società e tutte le cose di cui fareste a meno andando dal barbiere, ma per esempio ci rientra anche questo blog. Si, perchè nel disegno di legge c'è una parola che incorpora nell'editoria anche l'intrattenimento. In pratica un giorno per scrivere corbellerie forse sarò costretto ad andare a zelig e poi pubblicare un libro. Questa procedura è senz'altro più pratica che non sottostare alla macchina burocratica che potrebbe essere messa in moto dalla legge disegnata.
Entrando nello specifico la legge mi dice che se io voglio continuare a scrivere le corbellerie di prima devo registrarmi al ROC (non i cosmetici, ma il Registro unico degli Operatori di Comunicazione) ed in seguito farmi coadiuvare da un giornalista con tutti i bollini e le revisioni in regola. Giornalista che ovviamente non posso tenere a nero (altrimenti Watson se ne risentirebbe).
Se qualcuno ha da obiettare che di solito un editore c'ha anche i suoi soldi, questo non conta, perchè la legge mi dice che nell'editoria rientrano anche le pubblicazioni senza carattere commerciale.
Vabbè, allora adesso tutti pensano che qua stiamo diventando come la Cina (e vista la qualità dei prodotti che ho per casa non me ne meraviglierei poi tanto). Invece no. Dopo aver letto la legge uno si rende conto che è qualcosa che avrebbe potuto concepire solo Pollock. Insomma, è confusionaria.
Grillo ormai sta diventando un troppo egocentrico ed ha preso la legge come un esplicito tentativo di tappargli la bocca, e già minaccia di trasferire baracche e burattini su un server all'estero. I commentatori si stanno chiedendo ancora se i burattini di cui parla siano loro.
Tra poco Grillo inizierà a dire che in Darfour stanno facendo la guerra solo perchè lui si è schierato contro e vogliono farli dispetto. Peccato perchè che lo spirito de V-Day mi piaceva anche.
Tornando alla legge io la vedrei solo come una prova che al governo la senilità si inizia a far sentire. Mentre scrivevano la legge si è alzato uno ed ha detto: "ma delle valvole termoioniche non ne dobbiamo parlare? Credo sia un settore che abbia urgente bisogno di regolamentazione. Voi pensateci che io devo andare a svuotare il catetere". "Chi si ricorda dov'è il bagno?".
Quello che invece mi preoccupa a riguardo è la leggerezza con cui Levi (uno dei disegnatori della legge) ha commentato questi dubbi. Per fugarli non ha trovato nulla di meglio da dire se non un demoralizzante: "Sarà l'Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute davvero alla registrazione", alla quale ti vien quasi voglia di dire ecchecazzo. In pratica sarebbe come ritirare la macchina dal meccanico e questo ti fa: "Guardi, questa macchina l'ho sistemata con i piedi. esse che se supera i 100 Km/h si scassa. esse e non esse, non ne sono sicuro. Sta a lei decidere se rischiare, io me ne tiro fuori.".
Due palle tanto con ignorantia legis non excusat mentre i primi a non conoscere le leggi sono coloro che le scrivono. Altro che le leggi a persona, ora si scrivono direttamente le leggi a cazzo e poi speriamo che va bene.
Insomma, se c'è qualcosa che deve preoccupare non è la remota possibilità che io mi ritrovi con un giornalista a casa, ma che si stilano leggi come fossero le liste della spesa.
Comunque a parte questa svista il resto della legge è abbastanza divertente, non c'è che dire.
Mi chiedo perchè si presenti con una riforma. Dopo che si è tanto discusso sui finanziamenti ai giornali, con questa nuova regolamentazione non cambia niente. Si continuerà a distribuire soldi a chicchessia, basta che le pubblicazioni vadano avanti da cinque anni (incontestato segno meritorio).
Altra cosa divertente è che vengono inasprite le pene per chi diffama qualcuno tramite mezzo stampa. Se scrivi una cosa diffamatoria ti tagliano un dito. Dopo dieci diffamazioni o impari a scrivere con i piedi o ti cerchi un'altro lavoro.
Ma quello che più mi diverte è la geniale idea di portare i giornali a scuola per farli leggere ai ragazzini. La cosa sembra bella non c'è che dire, ma si scontra con un problema che a mio parere è pressappoco insormontabile. Quale giornale facciamo leggere ai bambini? Non so, se gli facciamo leggere Libero allora qualcuno storcerà il naso ed altri cambieranno, prima i connotati al professore e poi scuola ai loro figli. Magari li manderanno nella scuola dove fanno leggere la Repubblica e l'Unità; tanto in quella scuola si sono liberati i posti dei ragazzini che preferiscono leggere Libero.
I legislatori hanno trovato un modo geniale per risolvere la controversa questione. Cercando di riassumerlo suona pressappoco così: se la sbrighi qualcun'altro.
Insomma, davanti a cotanta legge quello che mi preoccupa meno è che questo blog in un futuro sciagurato possa chiudere.

P.S. Nel frattempo Watson si è scusato delle sue dichiarazioni dicendo "come ho fatto a dire quelle sciocchezze?". Al governo stanno già organizzandosi per non perdere un elemento simile.